Non chiudere gli occhi di Francesco Formaggi, Pelledoca editore

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Non chiudere gli occhi di Francesco Formaggi, Pelledoca editore, 2017.

È un libro pieno di tante cose Non chiudere gli occhi di Francesco Formaggi, pubblicato da Pelledoca di Milano, giovanissima casa editrice specializzata in storie da brivido: noir, thriller, mistero per ragazzi.

La suspense attraversa tutte le pagine, ma lascia spazio anche ad altre emozioni, senza rinunciare alla denuncia, che non arriva però come un predicozzo, ma segue il filo narrativo della storia. Una comunità, ma anche un gruppo, tende sempre a rifiutare l’idea che il male possa annidarsi al suo interno. Molto più rassicurante pensare che il pericolo arrivi dall’esterno, dagli stranieri, dai diversi, dai non integrati.

Poteva anche scendere la Madonna in persona ad annunciare che quei due poveri cristi erano innocenti: quella gente avrebbe continuato a credere il contrario, a pretendere una falsa giustizia. Finché non avessero visto quei poveri cristi issati sulla croce, non avrebbero mai smesso di urlare.

Chi sono i due poveri cristi e perché la gente vorrebbe issarli sulla croce?

Sono un uomo e una donna arrivati all’improvviso in paese: lei è vestita di nero, cammina avanti, aspetto dimesso, tristezza sul volto; lui la segue a qualche metro di distanza, più anziano, le spalle ricurve, la barba bianca.

A vederli per primi sono Gio e Nico, entrambi tredicenni, amici e complici di scorribande in bicicletta, di “insalate di parole”, che mescolano vocaboli, inventati e già esistenti, per comporre frasi surreali che però hanno uno scopo preciso: celebrare un rito, il rito del loro legame. Una cosa tutta loro, una specie di lessico familiare in cui riconoscersi e ritrovarsi uniti.

Nico ha forato la ruota della bici, la sera del primo avvistamento, e poi ha avuto un diverbio col bullo del paese. Così, insieme a Gio s’è trovato a scappare, nei pressi del cimitero, in un orario insolito per loro, a notte fonda.

La strana coppia, lei avanti e lui dietro, si dirige verso il camposanto. Alla luce di un lampione, lui si inginocchia e lei gli gira attorno, come se fosse sulla giostra.

È un rito anche questo? Ma è misterioso, enigmatico, chissà cosa nasconde.

Anche qualcun altro s’accorge del loro arrivo in paese e subito la voce si sparge.

Le cose precipitano quando sparisce un bambino di otto anni, Giorgio: i genitori ne denunciano la scomparsa; la comunità insorge e accusa i due stranieri. Tutti compatti, uniti, una voce sola che si leva per un processo pubblico di piazza: sono loro i colpevoli.

“La maggioranza sta/come una malattia”, cantava Faber in Smisurata preghiera, una delle orazioni laiche più belle che mai siano state scritte.

E per restare nei versi di questa canzone, chi poteva andare in “direzione ostinata e contraria” se non un ragazzino, con il suo sguardo ancora non assimilato alla massa, all’omologazione, alla deresponsabilizzazione? Uno sguardo non ancora corrotto dalla maggioranza.

Gio non ci sta e vuole dimostrare l’innocenza di quell’uomo e di quella donna, che – lui solo se ne accorge – si trascinano appresso sofferenza e malinconia.

La conferma, poi, gli arriva anche dal suo superpotere, così lo chiama Nico. Al termine di un febbrone arrivato subito dopo la morte improvvisa di suo padre, poco più di un anno prima, Gio sa capire subito se la persona che ha di fronte è buona o malvagia. Quando si trova vicino a delle anime nere, lui sente freddissimo ed è scosso dai brividi.

Non ha provato nulla di tutto questo, però, le volte in cui ha incontrato la strana coppia.

Questo è un libro noir, ma è prima di tutto la storia di due amici che credono nella giustizia, che provano a rimettere in ordine le cose, a rendere omaggio alla vita, avendo rispetto delle paure e provando a superarle insieme, a passarsi il coraggio l’uno con l’altro.

Non sveliamo di più, per non togliere il gusto della lettura, ma lasciamo qualche interrogativo senza risposta per sollecitare la curiosità: che cosa sarà accaduto a questa strana coppia? Perché è così triste, spenta, quasi morta in vita? Che cosa è successo davvero al piccolo Giorgio? Chi è, chi sono i responsabili del suo rapimento?

È un libro che non annoia, perché è pieno di ingredienti diversi: incrocerete la lingua araba durante il racconto, grazie ai versi di alcune poesie (una in persiano è originale, scritta da Gaetano Iorio proprio per questo libro); vi innamorerete dei quadri a due colori di Mark Rothko, se non li conoscete già; vi verrà subito voglia di praticare l’arrampicata sportiva.

E soprattutto vi verrà tutta un’urgenza di mettere via le paure che, a vari livelli, individuali e collettivi, ci chiudono in gabbie mentali.

Limitano la vita di ogni giorno e i sogni di tutte le notti.

 

Non chiudere gli occhi

di Francesco Formaggi

Pelledoca editore, 2017.

Collana: NeroInchiostro

Età di lettura: a partire dai 12 anni

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