E poi una notte sulle scale di Daniela Palumbo, Edizioni San Paolo

E poi una notte sulle scale

Forse non è al centro della trama, ma la distrazione di certi adulti di fronte al dolore che irrompe nelle famiglie è uno degli aspetti più coraggiosi dell’ultimo romanzo di Daniela Palumbo, E poi una notte sulle scale, Edizioni San Paolo.

A casa Viviani la tragedia arriva quando il papà Olmo, compositore e docente di piano al conservatorio di Vicenza, uomo solido come un albero e ottimo ascoltatore, attento alle vite degli altri, muore in un incidente stradale. Al termine di un concerto fuori città, aveva anticipato di un giorno il ritorno a casa per partecipare al debutto della moglie Lara, cantante lirica, che dopo due anni di psicoterapia, contro attacchi di panico e crisi d’ansia, sarebbe tornata sul palco da protagonista nella Carmen di Bizet. Di questo rientro anticipato era a conoscenza solo la figlia Anita, sedici anni, promettente violoncellista. La telefonata arriva quando Nic, il piccolo di casa, nove anni e nessuna passione per la musica, sta già dormendo.

Da quel momento in poi nulla sarà più lo stesso: la madre smetterà di parlare, di interagire, in qualche modo si spegnerà; il figlio al contrario non chiuderà mai bocca, parole su parole, a casa e a scuola, pur di riempire i vuoti lasciati dalla mamma.

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