Fuad Aziz. Un artista che non smette di sognare

Fuad Aziz

Fuad Aziz durante l’incontro che si è tenuto il 12 maggio 2017 presso la scuola primaria di San Marco in Lamis

“Considero la poesia il profumo dell’erba e dei fiori, che hanno affrontato freddo e caldo senza smettere mai di offrire la loro parte migliore”.

Parla ai bambini in modo lieve, ma senza sconti e sdolcinature, Fuad Aziz, artista poliedrico nato nel Kurdistan iracheno: illustratore, pittore, scultore e autore di libri per bambini e per ragazzi, che nei giorni scorsi ha incontrato gli alunni delle quinte classi a e b della scuola primaria di San Marco in Lamis, in provincia di Foggia.

“Giù le mani, sto dicendo una cosa importante”, dice ai piccoli che si prenotano per fare una domanda dietro l’altra.

“Sono cresciuto durante la guerra”, ricorda Fuad, che ha incontrato gli alunni al termine di un progetto di lettura dedicato a Sole e Mare e al libro collettivo Sogni al di là del mare, entrambi pubblicati da Matilda editrice.

“La guerra non è quella mediatica, spettacolarizzata. Nei miei libri ci sono sempre due persone di nazioni diverse, che in qualche modo stabiliscono un rapporto, un’amicizia: non parlo mai della guerra in modo tragico, perché bisogna sempre andare avanti, credere in un mondo migliore”, dice tutto d’un fiato, sottolineando che occorre avvicinare i bambini alla poesia e all’arte, per farli crescere in modo speciale.

Conosce bene il potere salvifico delle Muse, Fuad, che si è laureato all’Accademia di Belle Arti prima a Baghdad, nel 1974, poi a Firenze dove si è trasferito ormai da una quarantina d’anni. In Italia è arrivato regolarmente, con un permesso di studio, ma per diciotto anni non ha potuto vedere la famiglia e neppure scrivere delle lettere, perché la posta era controllata.

Una bambina, sottile e bionda, per niente timida e con il libro sotto il braccio, gli chiede: “Per te che cos’è la libertà?”

La sua risposta ha la poesia dentro, una poesia che – si capisce subito – fa parte del quotidiano, come il caffè del mattino, come il tempo lento di certe domeniche pomeriggio. Sceglie con cura i versi di Sherko Bekas, poeta curdo, e li recita senza enfasi, ma con grande partecipazione:

Il fiore ha scritto il suo diario.
Metà del diario,
parlava della bellezza dell’acqua.
L’acqua ha scritto il suo diario,
metà del diario
parlava della bellezza del bosco.
Il bosco ha scritto il suo diario,
metà del diario
parlava della terra amata.
Ma quando la terra scrisse i suoi
diari,
tutti i diari
parlavano della libertà.

Altra mano alzata, altra domanda. È la volta di un bambino dallo sguardo serio e deciso: “Secondo te, dovremmo continuare ad ospitare gli immigrati, oppure dovremmo aiutarli nel loro paese?”.

La risposta di Fuad fa appello alla responsabilità individuale e a quella collettiva: “Un Paese civile non deve aiutare chi sostiene le guerre, non deve avere rapporti economici per interessi. Queste riflessioni vanno fatte prima di entrare nel seggio elettorale”.

Come si superano i pregiudizi? È la domanda che rimbalza nell’aula da una parte all’altra.

“Bisogna fare educazione interculturale” dice Fuad, che sottolinea il valore della conoscenza e della condivisione, unici antidoti alla diffidenza, alle barriere, ad ogni confine. Cita, allora, In una notte di temporale di Yuichi Kimura, il libro che racconta la storia di un lupo e di una capretta che si riparano in un capanno durante una notte di tempesta. Il rifugio è buio, così i due non possono vedersi. Durante la notte si confidano le reciproche paure, e il mattino dopo, alla luce, non potranno più odiarsi, nonostante la loro diversa natura.

La primavera viene all’improvviso è uno dei titoli più belli nella ricca bibliografia di Fuad Aziz, perché ha in sé il seme della speranza, del sogno, della vita che prima o poi torna a fiorire.

Sole e mare

Verso la primavera va anche Amina, piccola protagonista di Sole e Mare, che vive in un paese in guerra. Un giorno la sua casa viene distrutta dai bombardamenti. Amina non si arrende e torna sulle macerie alla ricerca di qualcosa che le parli di futuro, di ponti da attraversare, di cammini da percorrere. Cerca e trova i suoi quaderni, e con quelli il giorno dopo va a scuola, per continuare il viaggio delle sue stagioni e della sua vita.

È un albo che prende le mosse dalle famosissime foto scattate un paio di anni fa da Nada Jaffal fra le macerie di Gaza: ritraggono la bambina con un vestito verde alla ricerca dei suoi libri di scuola. Li trova, finalmente, e accenna un sorriso. Il sorriso di chi ha ancora una ragione per andare avanti, un obiettivo da raggiungere, un traguardo da tagliare.

sogni al di là del mare

In Sogni al di là del mare. Storie di migranti tra realtà e fantasia, Fuad cura le illustrazioni e pure tre racconti in versi che aprono il libro.

L’ultima s’intitola Conosco e i versi finali recitano così:

Conosco molto bene cosa vuol dire sognare
Perché non ho mai smesso di farlo.

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