Quellilà di Daniele Movarelli e Michele Rocchetti, Giralangolo

Quellilà_Giralangolo_Movarelli_Rocchetti

Quellilà, nuovo albo di Giralangolo scritto da Daniele Movarelli e illustrato da Michele Rocchetti, è una risata in faccia ai pregiudizi che da sempre dividono il mondo in Noi e Loro.

Lo straniero è la minaccia da neutralizzare: purtroppo è questo il pensiero dilagante in società sempre più multiculturali, che faticano però a promuovere la reciproca accettazione.

Più diffuso, invece, l’atteggiamento difensivo, che tende a dividere i gruppi in opposte coalizioni, per custodire un’appartenenza che si trasforma in chiusura, isolamento, autoreferenzialità.

Succede, così, in questa storia divertentissima, che il gruppo del Noi viva di qua e abbia da sempre dei vicini, che però nessuno ha visto mai, perché vivono di là.

Il “si dice” inizia a prendere il sopravvento: da questa parte si mormora che da quell’altra parte ci siano persone orribili e cattive.

Testo e illustrazioni dialogano perfettamente, in un intreccio di colori, forme geometriche, rotondità e spigoli, per raccontare lo scompiglio che si viene a creare nella piccola comunità quando il vecchio saggio Marricordo inizia a descrivere i vicini.

Marricordo, infatti, è l’unico ad averli conosciuti tempo e tempo addietro, ma evidentemente proprio come suggerisce il suo nome, la memoria gli fa brutti scherzi.

E allora ne parla come di esseri pelosissimi, con un milione di denti, la pancia enorme e le gambe corte, con due rotelle al posto dei piedi.

“Ma una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale”, cantava il poeta, riferendosi a tutt’altra storia.

Sta di fatto che pure nella piccola comunità del Noi le chiacchiere si rincorrono.

In una doppia pagina a sfondo arancione -che è una festa per la vista-, la frenesia delle voci di popolo si amplifica, quasi quasi si sente pure il bisbiglio da comare a comare, da pettegolo a pettegolo. C’è persino lo strillone.

Di bocca in bocca la voce arriva alle orecchie del re: pare che Quellilà abbiano costruito una catapulta per lanciare procioni inferociti.

Ah, ecco che ci faceva quel procione dentro a una fionda sul frontespizio

E allora via ad alzare le mura di cinta con dei rinforzi di fortuna.

E se invece arrivassero da terra? Oppure dal cielo appesi a dei trichechi gonfi come palloni?

Ah, ecco che ci facevano tutti quei trichechi cicciottelli sui fogli di risguardi, subito dopo la copertina.

Ma che succede se il punto di vista si rovescia?

Succede che magari, pari pari, Quelli di là chiamino questi di qua: Quellilà.

Non sarebbe meglio, allora, sentirsi un’unica comunità, senza barriere, steccati, confini?

Il tutto è raccontato in modo giocoso e divertentissimo, con testi e illustrazioni capaci di far riflettere bambini e adulti.

Non vi togliamo il gusto di correre a guardare cosa c’è nei fogli di risguardi finali… In fondo in fondo alla storia, da cosa scapperà il vecchio Marricordo?

Ancora un bel lavoro per EDT Giralangolo, che da sempre riserva un’attenzione particolare all’intercultura e al superamento di pregiudizi e stereotipi.

 

Quellilà
Scritto da Daniele Movarelli
Illustrato da Michele Rocchetti
Edt Giralangolo, 2017

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