Zerøes. Ogni potere ha il suo prezzo

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È una storia di narrativa fantastica per ragazzi, è vero, ma è anche un romanzo corale di formazione, in cui i sei protagonisti – adolescenti con superpoteri originalissimi e imperfetti – cercheranno la loro strada facendo gruppo.

Zerøes. Ogni potere ha il suo prezzo è il primo romanzo di DANA, marchio editoriale curato da Beniamino Sidoti e Barbara Ferraro, all’interno di Rw Edizioni, fra le più importanti case editrici italiane specializzate nel fumetto.

Scritto da Scott Westerfeld, Deborah Biancotti e Margo Lanagan, il libro, primo titolo di una trilogia, è stato tradotto in Italia da Simone Buttazzi.

Due anni fa usciva simultaneamente negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Canada e in Australia e i diritti venivano venduti in molti altri paesi.

La storia è di quelle che t’inchiodano alla pagina, anche se non si è amanti del genere, perché al di là dell’intreccio, pure avvincente, emergono le fragilità di questi ragazzi, tutti sui diciassette anni, ciascuno dei quali è dotato di un potere.

Scam, ad esempio, il primo personaggio che il lettore incontra, ha una voce che parla al suo posto: sa sempre cosa dire, ma talvolta lo mette nei guai; Mob intercetta l’energia e le emozioni prodotte da folle anche distanti da lei e riesce ad incanalarle; Flicker è cieca, ma vede attraverso gli sguardi degli altri; Crash riesce a mandare in tilt, con la sola forza del pensiero, ogni tipo di sistema elettronico e informatico; Anonymous diventa trasparente: passa inosservato e nessuno si ricorda di lui. A guidare questo gruppo è Glorioso Leader, carismatico punto di riferimento per tutti gli altri. Il suo potere è proprio quello di far sentire l’appartenenza al gruppo anche attraverso l’organizzazione di missioni segrete.

Si erano dati un soprannome scherzoso: Zeroes. Un po’ zeri, un po’ eroi. Avevano anche cercato di comportarsi da supereroi, con stupidi allenamenti e nomi in codice. Ma almeno erano un gruppo. (p. 29)

Succede che una sera, Ethan, 17enne, goffo, capelli rasati e lentiggini, dopo essere uscito con una studentessa di Medicina, deve tornare a casa, alla periferia di Cambria, in California. Utilizza la voce, il super potere, per chiedere un passaggio a uno sconosciuto all’uscita da un locale. Con un po’ di chiacchiere, Ethan, il cui soprannome è Scam, convince il tipo ad accompagnarlo, fingendo di essere stato mandato lì da un certo Taylor per aiutarlo. ‘Sto tizio qui, però, soprannominato a sua volta il grande Graig, è immischiato in un giro di spaccio, insieme proprio a Taylor. Ad un certo punto, Ethan rischia di essere smascherato, e allora ruba l’auto e scappa. Nell’auto, però, è rimasta la sacca di Craig, piena zeppa di soldi arrotolati in piccole mazzette. Cosa fare? Dopo una notte insonne, passata a bere caffè in un diner aperto h24, il ragazzo, ingenuo e sprovveduto, decide che quei soldi li avrebbe versati in banca. All’apertura si mette in fila. Ma qualcosa va storto: irrompono dei rapinatori, lui usa la voce per depistarli e salvarsi, scappa il morto in una sparatoria, qualcuno fa scattare l’allarme, la polizia arriva e porta in centrale Ethan (Scam), perché una testimone dice di averlo sentito parlare in confidenza con i rapinatori. Come fare per trarsi d’impaccio? Scam chiamerà il Glorioso Leader e gli altri amici Zeroes, che aveva perso di vista da un anno, proprio a causa della sua voce, qualche volta inopportuna, qualche altra tagliente e offensiva.

Quello che ne segue è un racconto mosso, che utilizza la terza persona, offrendo ad ogni capitolo il punto di vista di uno dei ragazzi, mischiato alle loro paure, alle fragilità, alle insicurezze.

Sentimenti di debolezza che nel gruppo trovano un argine, se non addirittura l’antidoto, proprio come accade nella vita di tutti, certo, ma in special modo in quella degli adolescenti, quando il cosiddetto gruppo dei pari, i coetanei frequentati nel tempo libero, è luogo di confronto, di crescita, di consolazione.

Era scocciante non avere una scaletta preparata per la prima riunione degli Zeroes dopo quasi un anno. Ma era come ricominciare da capo, in un certo senso. Se fossero tutti tornati a casa con un senso di appartenenza al gruppo, forse il disastro provocato da Scam avrebbe acquistato senso. (p. 76)

È un libro sull’antieroismo, proprio perché smitizza l’ideale di perfezione, accompagnando i lettori nel processo di immedesimazione e rispecchiamento con i personaggi in una situazione fantastica che si allontana dai contesti del quotidiano.

In un certo senso è rassicurante, in maniera anche divertente, tra le righe, senza pedanteria: se persino chi ha un super potere, per quanto imperfetto, deve fare i conti con le proprie incertezze, figuriamoci noi…

Per DANA, dopo la trilogia Zerøes seguiranno altri titoli, a cominciare da Sandman: Cacciatori di sogni, onirico romanzo scritto da Neil Gaiman e da Yoshitaka Amano, T3rzo piano di Andrea Pau e Sualzo, che ruota attorno a una macabra rappresentazione teatrale, Peter & Max, romanzo di Bill Willingham ambientato nel mondo di Fables, la sua serie Vertigo più famosa.

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