“Babbo raccontami”. Un blog per parlare dell’esperienza di papà-lettore. L’intervista a Piero Guglielmino

 

 

14568084_10209002250727885_894665009351133881_n.jpgIntervista a Piero Guglielmino, studioso di letteratura per l’infanzia e papà lettore, che al suo piccolo Luka, nato nel 2013, legge da quando era nella pancia della mamma. Il 19 marzo farà il suo debutto il blog Babbo raccontami, per parlare del rapporto tra libri, lettura ad alta voce e genitorialità.

Quando e come è nata l’idea del blog “Babbo raccontami”?

Sono passati già due anni da quando ho incominciato a pensarci. Nel 2015 ho iniziato a frequentare su Facebook il gruppo “Leggere insieme… ancora”. Lì sono stato molto presente per un anno con commenti e contributi vari e ricordo i numerosi feedback di apprezzamento nonché una generale curiosità per il mio essere un papà lettore. Il gruppo era ed è frequentato da molte mamme (come i tanti gruppi esistenti sui libri per bambini) e non ti nascondo che già allora iniziai a riflettere sulla particolarità del rapporto tra me, mio figlio Luka e la letteratura per l’infanzia. In quel periodo cominciai una sfrenata lettura di tutti gli albi illustrati presenti nei reparti italiani delle biblioteche slovene del Litorale (studio a Capodistria) e nelle biblioteche di Trieste. Volevo sia scoprire e studiare più tipologie possibili sia continuare il percorso di letture con mio figlio. La passione per l’albo illustrato era iniziata dopo il corso universitario del 2013 a Capodistria col professore Livio Sossi e ha accompagnato proprio in quell’anno la nascita di mio figlio. Ho iniziato a leggere a Luka quando era ancora nella pancia della mamma e non ho più smesso ma allo stesso tempo ho intrapreso un percorso formativo che mi ha portato a diventare uno studioso di letteratura per l’infanzia, concretizzatosi nel settembre 2016 con la mia tesi di laurea “Nino De Vita, scrittore per ragazzi”. Tra novembre e dicembre del 2016 l’idea di un blog è diventata un pensiero costante, direi quasi un’urgenza. In quel periodo sono stato intervistato da due blog che reputo tra i più stimolanti e curati: Galline Volanti e Milkbook. Questo interesse mi ha confermato che valeva la pena di approfondire la relazione tra me, mio figlio e i libri. Inizialmente avrei voluto aprire il blog per il terzo compleanno di Luka, il 9 dicembre, ma non ne ho avuto il tempo e ho rimandato. Adesso credo sia giunto il momento di fare questo importante passo e la data del 19 marzo, festa del papà, mi sembra perfetta.

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A chi si rivolgerà il blog?

Non ho un target rigido in mente, anche perché il mio approccio sarà abbastanza ampio. Prevalentemente parlerò dei libri letti con mio figlio ma lo farò sempre con una visione a 360 gradi e questo credo possa interessare chiunque si occupi di letteratura per l’infanzia: il semplice appassionato, i genitori, le maestre, ma anche gli editori, gli scrittori, gli illustratori. Per queste ultime categorie credo sia molto importante leggere le testimonianze dei genitori e non solo le recensioni o i saggi degli esperti. Leggere gli effetti che un buon libro può avere nella relazione bambino-genitore può essere un ottimo stimolo per chi i libri li fa e li promuove.

Che impostazione avrà dal punto di vista dei contenuti? Ci saranno rubriche settimanali? Collaborazioni esterne?

La mia idea iniziale di blog, la visone che avevo due anni fa, era molto ampia, forse esageratamente ambiziosa. Volevo parlare di tutto ciò che gira intorno all’universo della letteratura giovanile: dai libri letti con mio figlio fino alla letteratura young adult, dalla saggistica fino alla formazione e tanto altro. Poi mi sono, fortunatamente, posto dei limiti e sono ritornato alla radice di tutto: l’amore per la letteratura e la gioia di leggere con mio figlio. Quindi il blog, così come uscirà il 19 marzo, parlerà di tanti libri e della relazione tra questi libri, la lettura ad alta voce, me e mio figlio. Ci sarà una sezione in cui racconterò i primi tre anni di letture con Luka, una sorta di testimonianza di imprinting: recensioni dei libri più amati, aneddoti sulla lettura ad alta voce, ma anche il racconto degli ostacoli, delle problematiche che si incontrano quando si decide di iniziare un percorso di educazione precoce alla lettura. In un’altra sezione parlerò dei libri che stiamo leggendo. Qui ci sarà una sorta di diario delle letture di Luka, o meglio delle nostre letture. Io non separo mai il bambino dal papà che gli legge, il nostro è un viaggio che facciamo insieme. E infine ci sarà una pagina in cui condividere mie riflessioni generali, esperienze e percorsi di formazione. Qui scriverò per esempio un diario della mia prima volta alla Fiera di Bologna. Qui cercherò di promuovere il mio seminario “Che cos’è un papà-lettore?” e altri che spero verranno. E ancora racconterò delle esperienze formative che farò per il mio studio (sono uno studioso di letteratura per l’infanzia, non un esperto). Per quanto riguarda l’uscita degli articoli, purtroppo, nei primi sei mesi, non credo di poter garantire una presenza costante con più articoli a settimana. Diciamo che il mio obiettivo per ora sarà di postare almeno un articolo a settimana. So che non è il massimo per far crescere un blog ma ho degli impedimenti oggettivi, impegni e scadenze da rispettare tra cui la massima priorità è la conclusione del mio percorso universitario per diventare insegnante. Non scarto però la possibilità di scrivere più spesso. Tutto dipenderà dal tempo che riuscirò a ritagliarmi per questo progetto. Collaborazioni esterne? Non so ancora. Mi piacerebbe tanto fare delle interviste su alcuni temi specifici, soprattutto vorrei dialogare con i genitori (i papà specialmente) e i tanti blog di qualità che oggi abbiamo la fortuna di leggere.

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Quali obiettivi ti poni?

Il primo è di avere uno strumento per orientare innanzitutto me stesso, per capire a che punto è il viaggio nelle storie intrapreso con Luka. Vedo il mio blog come un diario in cui poter rintracciare i semi piantati nei primi anni e vedere come procede la semina. In tal senso il blog diventerà una testimonianza di un percorso di educazione alla letteratura di cui non conosco gli esiti futuri. Un obiettivo a lunga scadenza: vedere, gradualmente, come si evolverà il rapporto di Luka con i libri e se ancora i libri avranno in futuro la stessa forza affettiva che ci lega adesso. Un secondo obiettivo è quello di unire la mia esperienza di papà lettore con il mio percorso di studioso di letteratura per l’infanzia. Mi sembra molto interessante l’opportunità di analizzare i libri secondo questa doppia prospettiva. Un terzo obiettivo è quello di sperimentare la scrittura, di trovare la mia personale voce nel raccontare la letteratura per l’infanzia. A essere sincero la mia testa è piena di tanti altri desideri per questo blog, tanti obiettivi e tante visioni. Per ora parto così e strada facendo vedrò cosa cambiare, cosa tenere, cosa aggiungere. Sono consapevole che il mio modo di essere  – ho una mente ‘vagabonda e nomade’ – potrebbe farmi perdere una direzione concreta, ma sono altrettanto fiducioso nella meravigliosa possibilità che tutti noi abbiamo di perderci, ogni tanto…

Padri separati. Quanto può essere d’aiuto la lettura condivisa nel consolidare un legame affettivo padre-figlio in situazione di lontananza?

La letteratura per l’infanzia, come la letteratura tout court, è una potente spia della realtà in cui viviamo. Spesso lo è in modo implicito, non diretto. Rispetto a questo argomento, sempre più noto la quantità di albi in cui è presente una sola figura genitoriale, storie in cui i bambini vivono delle esperienze o con il papà o con la mamma e in cui l’assenza di uno non è giustificata narrativamente né spiegata o accennata. Penso a due albi recenti in particolare: Chiedimi cosa mi piace e Una storia che cresce. In queste due storie, semplicemente, il bambino vive intense emozioni ed esperienze con un solo genitore. E ce ne sono molti altri, come se gli editori e gli autori volessero raccontare qualcosa che ormai è molto frequente nella vita di tanti bambini. Non so quanto questo sia frutto di scelte consapevoli o meno, bisognerebbe approfondire ogni libro, ma di certo è un segnale, qualcosa che fa riflettere. E tutto questo è secondo me un bene, una possibilità per tanti bambini e genitori di rinforzare un legame affettivo che in situazioni di lontananza spesso si indebolisce. Nello specifico dei padri separati oggi esistono veramente tantissimi libri con magnifiche storie tra un papà e un figlio o una figlia. Ci sono storie per tutte le età e soprattutto albi che raccontano ai bambini molto piccoli le tante sfaccettature dell’essere padre e della relazione con i figli. Per fare un solo esempio cito P di papà, un libro secondo me insuperabile nel descrivere la magia quotidiana dell’essere padre. Un libro che con una grande semplicità formale tocca delle corde profonde in ogni padre e in ogni bambino che lo leggono insieme, abbracciati. Da una lettura del genere non può che scaturire una forte empatia tra i due, un forte desiderio di stare insieme.

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Luka legge P di papà (Topipittori, 2011)

Hai raccontato a tuo figlio di questa nuova avventura che inizia? Cosa ti ha detto?

Non l’ho fatto nei dettagli per il semplice motivo che Luka è ancora troppo piccolo, secondo me, per capire cosa sia un blog o per usufruire consapevolmente di Internet. Spesso mi vede scrivere su Facebook e vuole sapere cosa sto facendo. Io rispondo che papà sta scrivendo dei suoi pensieri oppure che sta rispondendo a un amico eccetera, senza scendere nei dettagli. A Luka per ora bastano queste semplici risposte. Quando ho letto la tua domanda, però, ho incominciato a pensare molto intensamente a questo aspetto, alla condivisione con Luka di questa avventura che senza di lui non esisterebbe, non almeno nella forma che avrà. E allora ho provato a spiegarglielo. Gli ho detto che presto avrò qualcosa di bello da raccontare alle persone e che lui farà parte di questi racconti. Gli ho detto che parlerò agli altri dei libri che amiamo leggere e che tutto questo sarà un blog dal titolo Babbo raccontami. Lui ha detto, più o meno, “Blog? Ah ah…” e io già immagino quella parola strana quante forme diverse stia prendendo nel suo cervello, magari chiamerà così uno dei tanti mostri che si inventa ultimamente, il mostro Blog! Infine gli ho chiesto: “Ti piace questa idea?”. Ha risposto: “Sì!”

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