“Andrea non ha più paura”. In anteprima il nuovo albo di Lorenza Farina

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Se ne Il volo di Sara c’era un pettirosso, in questo nuovo albo di Lorenza Farina, illustrato da Manuela Simoncelli, per Edizioni Paoline, c’è un pettigiallo a raccontare la storia.

Un pennuto con una bavetta color del sole, infatti, è la voce narrante di Andrea non ha più paura, in libreria dal 25 gennaio 2017, per Edizioni Paoline.

Colpiscono a un primo sguardo le illustrazioni a tutta pagina, capaci di raccontare gli stati d’animo attraverso il colore, le proporzioni e la prospettiva.

Solida, senza rinunciare alla delicatezza, è la struttura narrativa che mette al centro le paure del protagonista. Da quando il papà è andato via, con la promessa di tornare presto, il piccolo Andrea teme il buio e i rumori della notte.

Ed è qui che diventa originale questo albo, perché, a consolare il bambino, dopo i tentativi falliti della mamma attraverso storie e ninne nanne, è un vecchio ulivo, anzi Nonno Ulivo.

A questo punto scrittura e immagini si fanno complici, regalando emozioni al lettore, con una sovrapposizione perfetta, in termini di cura e attenzione, tra le rassicurazioni del grande albero e il ricordo degli abbracci paterni.

E siccome la reiterazione piace tanto ai bambini, in modo del tutto originale, l’autrice utilizza per cinque volte lo stesso schema in più varianti, per tranquillizzare Andrea circa la vera natura dei brusii notturni.

Così, il rumore sordo, “come di una mano che bussa con insistenza alla porta”, non è il Gigante dalle mani di ferro, ma un picchio che becca il tronco degli alberi a caccia d’insetti. Lo stesso smascheramento si ripete per altri cigolii, risucchi e fruscii sospetti: l’albero mostra al bambino che si tratta soltanto dei rumori della natura.

Insomma, un modo poetico e reale al tempo stesso per accompagnare i bambini nel sonno, aiutandoli a vincere i loro timori. Una lettura efficace e sincera che si spera aiuterà i genitori a non far ricorso a vecchi mezzucci ansiogeni, uno fra i tanti “chiamare il dottore per una puntura”.

Da segnalare, in questo lavoro, anche l’accurata selezione di parole.

Qualche anno fa, ad un seminario, Bruno Tognolini ricordò la bellezza fonetica di certi termini che nel linguaggio quotidiano vengono spesso sostituiti da altri: per esempio, diciamo più di frequente rosso d’uovo al posto di tuorlo, una parola che invece riempie la bocca.

Identica sensazione di pienezza si prova leggendo sbuffi d’aria tra le foglie.

La qualità di un libro è sempre nei dettagli.

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