“Il club antilettura”. Un libro per conquistare i non lettori

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Il primo diritto è quello di non leggere, scriveva Daniel Pennac nel suo decalogo dei diritti del lettore, in Come un Romanzo del 1992.

Dieci anni prima usciva Come far leggere i bambini di Roberto Denti. L’ultimo capitolo riprendeva un elenco di nove modi per fare odiare la lettura, scritto da Rodari qualche anno prima: si va dal presentare il libro come un’alternativa alla tv all’ordinare di leggere; dal proporre il libro come alternativa al fumetto alla mancata offerta di una scelta sufficiente di testi.

E un Club Antilettura dove andrebbe a finire? nel primo o nel secondo elenco? Secondo Pennac, c’è da scommetterci, rientrerebbe a pieno nei diritti del lettore; secondo Rodari, chissà, sarebbe a sorpresa un modo per avvicinare i bambini alla lettura, per incuriosirli, per rovesciare il punto di partenza, come tanto piaceva allo scrittore di Omegna, che amava sbagliare le storie e capovolgerne i finali.

Ed è capovolto il finale che chiude il libro Il club Antilettura. Davvero leggere è da pappemolli?, scritto da Lodovica Cima e illustrato da Ilaria Urbinati, per Mondadori, negli Oscar primi junior.

Leo, voce narrante, Vic, Matti e Ste sono quattro compagni di classe della scuola primaria, accomunati dallo stesso disinteresse: la lettura. Odiano leggere e odiano chi legge, considerano la lettura un’attività da sfigati.

Decidono così di fondare un club con una sola regola: vietato prendere un libro in mano. Organizzano due missioni segrete: nascondere i testi della biblioteca di classe; infilare negli astucci dei compagni dei biglietti senza scritta, soltanto col disegno di un libro sbarrato e di un teschio.

Ad un certo punto però qualcosa va storto, o meglio qualcosa va dritto dritto al cuore di Leo, che s’innamora di Carlotta, lettrice appassionata, sempre pronta a sfogliare, tra una lezione e l’altra, Il Fantasma Faccioio, storia di mistero e d’avventura.

Leo, Presidente del Club Antilettura, ruba anche il libro di Carlotta: lo porta a casa, inizia a dargli un’occhiata, s’appassiona e lo legge tutto di filato. Succede poi che per attaccar bottone con Carlotta, qualche giorno più tardi, Leo le chieda quale sia il suo libro preferito. E Carlotta non solo gliene parla, ma addirittura glielo presta. Così Leo d’un fiato legge il suo secondo libro: Peter Pan.

Ma a questo punto ha ancora senso tenere in piedi il Club Antilettura? e fra le tante magie dei libri c’è anche quella di far innamorare? di tessere nuove amicizie? oppure di consolidare quelle vecchie?

In un libro divertente e agevole – in cui le illustrazioni movimentano la pagina alternandosi al testo, irrompendo nel mezzo, o all’inizio del capitolo – le risposte arrivano in una trama avvincente da proporre soprattutto ai non lettori. O forse, ancora meglio, andrebbero creati incontri casuali tra questo libro e i bambini che non amano leggere.

Una promozione della lettura originale, insomma: antilettori di carta per conquistare lettori in carne e ossa.

D’altra parte, si sa, piacciono a tutti i finali che rovesciano il mondo.

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