“L’immigrazione spiegata ai bambini”. Un libro vivace e colorato contro i pregiudizi

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“Il bambino padre dell’uomo” diceva Maria Montessori, per rimarcare la funzione educativa dei piccoli nei confronti degli adulti. L’educazione, insomma, procede a doppio binario, dagli adulti ai bambini e ritorno.

Devono pensarla così anche gli autori di un albo illustrato appena uscito per i tipi di BeccoGiallo, casa editrice padovana specializzata in libri a fumetti di impegno civile.

L’immigrazione spiegata ai bambini. Il viaggio di Amal, pubblicato nella nuova collana CriticalKids, con testi dello scrittore e giornalista Marco Rizzo e disegni di Lelio Bonaccorso, fumettista, illustratore e insegnante, è un validissimo esempio di un rapporto educativo che sa anche rovesciarsi e procedere dai bambini agli adulti.

È un libro contro i pregiudizi che non risparmia nulla sulla durezza delle traversate, sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sulle guerre, la fame, l’Isis, sugli scafisti e i prezzi da pagare, ma filtra tutto attraverso il linguaggio degli animali, compagni di viaggio di uomini e donne alla ricerca di speranze nuove dall’altra parte del mare.

Su una piccola imbarcazione a motore si ritrovano così la gatta nera Amal, un cagnolino vivace e smilzo di nome Joe, Sir Alqamar (Luna), falco silenzioso e guardingo, e una capretta senza nome dall’aria un po’ tonta.

Le illustrazioni sono vivaci, colorate, non hanno nulla di cupo e completano la narrazione mettendo sempre in primo piano i protagonisti a quattro zampe e il pennuto. Gli umani ci sono sin dalla copertina, ma non vengono mai rappresentati in volto, come a voler sottolineare che la loro storia è la storia di tutti i migranti.

Riuscitissimo il tentativo di restituire la multietnicità attraverso il vestiario, così come nei disegni s’avvertono, in pochi dettagli senza sbavature, la precarietà e la costrizione della traversata: una bottiglia rovesciata, le macchie sugli abiti consunti, le mani rovinate dalla fatica.

Il prima, fatto di guerre, bombe, carestia, torna nei racconti degli animali.

È il falco, ad esempio, che fa riferimento agli uomini di Daesh, senza mai nominarli direttamente:

Ahimé, orde scure di cavalieri sono venute nelle nostre lande, imponendo regole crudeli e immonde. Pensate, vietano persino la musica, hanno proibito le feste! Distruggono quanto di bello e antico c’era nelle nostre terre… sono dei vili marrani.

Nel racconto arrivano anche i soccorritori, persone di cuore e di spirito, che rimettono in circolo la fiducia negli altri e nei giorni a venire.

Alla fine sì, alla fine si vedono insieme i quattro animali e i loro compagni, ritratti in volto questa volta, con i sorrisi larghi e un domani tutto da vivere.

L’impressione è che questo libro possa aiutare i bambini, ma anche i genitori – i grandi in genere, che a volte si perdono nelle piccolezze dei pregiudizi – a leggere o a rileggere l’immigrazione per quello che realmente è: una costrizione per chi deve mettersi in fuga, abbandonare terre, memorie e affetti, per provare a sopravvivere.

È l’atto estremo della vita che prova a vincere la morte, della vita che prova a resistere.

Gli autori, entrambi siciliani, hanno già lavorato insieme, sempre per BeccoGiallo, realizzando La mafia spiegata ai bambini, un altro strumento narrativo per parlare di temi difficili ai lettori in erba.

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