“Solo per sempre tua”. La resistenza femminile alla società patriarcale

solo per sempre tuaSarebbe piaciuto a Sartre il secondo libro della scrittrice irlandese Louise O’Neill, Solo per sempre tua, pubblicato in Italia da Il Castoro nella collana Hot Spot, nuovo marchio crossover per lettori dai 15 anni in su, con all’attivo due titoli e altri in arrivo a settembre.

Sarebbe piaciuto al filosofo esistenzialista perché è tutto basato sul dominio straniante dello sguardo dell’altro, che ci conosce meglio di quanto noi stessi siamo in grado di fare, incapaci da soli di oggettivarci. Il risultato è un senso di impotenza rispetto al vantaggio che l’altro ha su di noi con il proprio sguardo.

Siamo troppo abituate a essere viste senza mai vedere a nostra volta.

A pronunciare parole così dirette è freida, protagonista e voce narrante di questa storia ambientata in un futuro indefinito, nella claustrofobica Scuola fatta di specchi, dove si educano dai 4 ai 16 anni le future compagne o concubine degli Eredi.

Non è un caso che il nome della protagonista sia scritto in minuscolo, come quello di tutte le altre donne della storia, mentre il nome delle ambientazioni e degli uomini è rigorosamente in maiuscolo.

È la legge patriarcale che domina già nell’ortografia: le donne sono spersonalizzate, valgono come nome collettivo, come cose, burattini che dovranno soddisfare le esigenze di una comunità tutta al maschile.

La società è divisa in zone, Euro-zona, Ameri-Zona, Afro-Zona, Cindo-Zona: è la nuova configurazione terrestre a seguito dello scioglimento dei ghiacciai che hanno sommerso buona parte del globo. Si è messo in atto il Progetto Noè: una ricostruzione che ha privilegiato i nascituri maschi. Agli esordi di questa nuova realtà, le femmine vengono gettate nelle Fosse, colpevoli di rubare la bellezza delle loro madri, una paura antichissima che ritroviamo già nella matrigna di Biancaneve e ancor prima nelle invidie di Era e di Artemide.

Si producono farmaci per il concepimento di figli maschi, fino a quando le donne in età fertile invecchiano e si corre il rischio dell’estinzione.

Cosa succede a questo punto?

Gli Ingegneri Genetici (si noti ancora l’uso narrativo delle maiuscole) creano artificialmente delle donne per garantire la sopravvivenza della razza: sono neoprogetti incubati in grembi di plastica.

Ogni anno si produce il triplo di bambine rispetto ai neonati maschi. In questo modo, in una solenne cerimonia, al compimento del loro sedicesimo anno, le ragazze saranno pronte per essere scelte dagli Eredi maschi come compagne, mogli e fattrici, oppure come concubine, pronte a soddisfare ogni loro fantasia sessuale. Le donne che non si sono macchiate di alcun torto, ma che non vengono ritenute adatte né al primo né al secondo ruolo, diventeranno caste, cioè delle educatrici della Scuola, pronte ad allevare altre eva, cioè altre ragazze da matrimonio o da letto.

Il libro, ambientato proprio all’interno di questa Scuola dell’ossessione per la bellezza, la compostezza, la mansuetudine, l’annullamento, si apre quando mancano soltanto dieci mesi alla Cerimonia.

Con una scrittura avvincente e un intreccio narrativo solidissimo, il lettore precipita insieme alla protagonista in un crescendo di inadeguatezza, insicurezza e tentativi di stordimento col DormiBen. La tensione per le classifiche settimanali è esasperata, segno estremo di una mercificazione che ha ormai pervaso ogni campo dell’umano.

È il trionfo dell’eterodirezione, cui si oppone lo sforzo di darsi comunque una identità, attraverso la ricerca disperata dell’appartenenza al gruppo delle altre ragazze, nonostante il clima competitivo.

Il libro, che non sveliamo nel finale, ma che avvince fino all’ultima riga, è stato definito un manifesto femminista. Lo è nella ribellione estrema della co-protagonista isabel, nell’incapacità di freida di essere perfetta, compita, accondiscendente e comunque sempre suscettibile di un margine di miglioramento, così come vorrebbe la Scuola.

Lo è anche, ad esempio, nel racconto delle aberranti femmine, cioè di alcuni neoprogetti che s’erano innamorate fra loro, provando così a dare scacco matto alla società maschilista che le avrebbe allevate solo per essere mogli, madri e amanti.

Nella Scuola, infatti, non s’insegna a leggere e a scrivere, cioè ad emancipare le ragazze, ma si passa dal Centro Nutrizionale, fra pastiglie di BlockCal e il menù ZeroCal e FrutaSnello, agli incontri del Programma Personal Stylist, dalla Ricreazione Organizzata, per ammansire le allieve in un’ora di riposo in bare di vetro, alle lezioni di Contegno.

Anche tutte le attività funzionali alla società degli Eredi sono riportate in maiuscolo.

È un libro che fa venir voglia di reagire, che usa l’iperbole e la distopia per sollecitare, mai in forma didascalica, un desiderio di sottrarsi agli stereotipi femminili, agli impliciti culturali, all’immaginario maschile e sessista.

Il libro conserva l’eco di un altro capolavoro distopico, La fabbrica delle mogli di Ira Levin, datato 1972. Tre anni più tardi il regista Bryan Forbes realizzò l’omonima versione cinematografica, che ha avuto un remake nel 2004 con il celebre film La donna perfetta interpretato da Nicole Kidman.

Il 10 settembre 2016 Louise O’Neill, considerata da The Guardian “la migliore scrittrice crossover vivente”, parteciperà al Festival della Letteratura di Mantova.

A condurre l’incontro dal titolo Il corpo delle ragazze sarà Michela Murgia, che in un post sulla sua pagina facebook ha definito il libro “un romanzo potentissimo, uno dei migliori che ho letto nel 2016, […] apparentato con il meglio della distopia letteraria, figlio di cose come Non lasciarmi di Kazuo Ishiguro e nipote di Eva Futura di Auguste de Villiers de l’Isle-Adam”.

Solo per sempre tua
Titolo originale: Only Ever Yours
di Louise O’Neill
Traduzione: Anna Carbone
Edizioni: Il Castoro
Marchio: Hot Spot
Anno: 2016
Età: Crossover

 

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