Un ribelle a Scampia. Libro di riflessi e cambiamenti

Un_ribelle_a_ScampiaÈ un libro di riflessi il nuovo lavoro di Rosa Tiziana Bruno, Un ribelle a Scampia, fresco di stampa per le edizioni Paoline nella collana “Il parco delle storie”, diretta da Fulvia Degl’Innocenti.

Ad ogni lettura ci si specchia in una nuova narrazione e si sperimenta un altro sé: ci si identifica, immedesima, riconosce nei protagonisti, ma si prendono anche le distanze da personaggi diversissimi e lontani. Insomma, nell’ambiente protetto di una storia, si sperimenta la possibilità di cambiare e di cambiarsi, venendo a contatto coi lati inediti di se stessi e degli altri attorno.

È quello che succede in uno stanzone adibito a circolo dei lettori, il giovedì pomeriggio, alle Vele di Scampia, il quartiere napoletano simbolo del degrado e di destini che sembrano già scritti e spacciati.

Lo racconta l’autrice in questo romanzo, consigliato a partire dagli undici anni, ma adatto a tutte le età.

In terza persona la storia narra la discesa e la risalita di Nicola, ultimo di quattro figli, padre disoccupato, madre casalinga, costretto a una vita di miseria e rinuncia.

I passaggi troppe volte noti alle cronache ci sono tutti: la ribellione alla povertà e alle ingiustizie, il senso di inadeguatezza a scuola, le cattive compagnie, il furto del primo motorino, la rapina andata male, la prima notte a Nisida, i lavoretti sporchi per la camorra, un brutto affare legato alla droga, la condanna, l’obbligo di soggiornare in una casa-famiglia.

Prima dell’incontro coi libri, a salvare Nicola, a cambiargli la sorte, arrivano però delle persone (o dei luoghi) che in maniera inconscia o consapevole lo avvicinano alle storie di carta: il cappellano, la professoressa di italiano, uno scrittore vero.

Gioca un ruolo importante anche la biblioteca di quartiere.

Nulla è imposto: Nicola cerca da solo negli scaffali, un po’ a casaccio, e sceglie una graphic novel, si aiuta con le immagini, in mezzo a tante parole che sembrano ostili.

Il gioco del dizionario, proposto dalla prof. di italiano a tutta la classe, per imparare parole nuove in modo divertente, insieme alla soddisfazione di aver portato a termine le prime letture, spalanca a Nicola un altro mondo: i confini della sua esistenza si dilatano, s’allargano e includono altre vite, altri orizzonti, ma soprattutto nuove opportunità.

È così che s’appassiona al rugby, ad esempio, grazie all’incontro con un libro in biblioteca: è colpito dalla copertina dedicata agli All Blacks, mitica squadra neozelandese degli inizi del Novecento, composta da gente semplice, come lui, come quelli attorno a lui, calzolai, fabbri, agricoltori, minatori.

Ed è semplice la gente che il giovedì sera, nello stanzone di Scampia, partecipa agli incontri di lettura organizzati da Nicola e dai suoi amici, Ciro e Alessandro. Al primo incontro raccontano la storia di Ulisse, perché i miti sanno tenere insieme tutte le storie, anche quelle di Scampia, che sembrano condannate all’infelicità e al fallimento.

Eccoli, dunque, i riflessi, le immedesimazioni che soltanto i racconti fanno brillare:

“Era come se nel destino di Ulisse fosse racchiusa la storia di ognuno. E ognuno ascoltando riconosceva qualcosa di sé.
Ulisse era esattamente come tutti loro. Pieno di desiderio e coraggio, ma capace anche di perfidia e di inganno. Forte dinanzi al pericolo, ma anche pieno di fragilità.
Nel suo peregrinare erano racchiuse le speranze di tutti, e le sue angosce contenevano i dolori di ognuno. Le contraddizioni, i disorientamenti, la voglia di perdersi. C’era proprio tutto. Sì, Ulisse era uno di loro, uno di Scampia”.

La forza di questo libro è nel finale, che non anticipiamo, ma che ha un risvolto collettivo e non soltanto individuale, perché

“ognuno di noi è un pezzetto di cambiamento”.

Otto tavole di fumetti, realizzate da Roberto Lauciello, arricchiscono con un altro linguaggio la narrazione del romanzo: la storia è sintetizzata con maestria in poche strisce e anche la quarta di copertina è affidata ai disegni, a conferma della pari dignità di ogni forma narrativa, dall’oralità alla virtualità.

È infatti un blog (https://scampiastories.wordpress.com/) a raccogliere i brevi racconti che i ragazzi di Scampia sono invitati a scrivere sul tema Immagini di futuro, al termine del progetto-laboratorio legato a questo libro e alla graphic novel Scampia Storytelling, sceneggiata sempre da Rosa Tiziana Bruno, con le poesie di Roberto Piumini e le illustrazioni di Giuseppe Guida.

Il futuro attraverso le storie dei ragazzi è il titolo di questo progetto che s’inserisce nell’ambito del Festival di letteratura Scampia Storytelling, organizzato dall’autrice per l’ICWA, associazione italiana scrittori per ragazzi.

La storia del libro e della graphic novel è ispirata a Emanuele Cerullo, il giovane poeta di Scampia, studente di lettere all’università di Napoli, che a 23 anni ha saputo costruirsi un futuro diverso, lontano dalla criminalità e dalla violenza.

Perché anche la vita è piena di sorprese e di svolte, e Nicola, il protagonista del libro questo lo sa bene:

“Contava sul fatto che la vita è sorprendente come le avventure dei libri”.

Guarda la videorecensione

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