El Pavarott. Storia di mistero e nuove possibilità

E_Pavarott_copertina

È una storia di rovesciamento dei destini, di mistero, messaggi criptati, con originalità di stile e narrazione, quella proposta da Luca Doninelli giornalista e autore di testi teatrali e di saggi, che per la Piccola Casa Editrice firma il romanzo El Pavarott, nella collana “Storie per crescere”.

La vicenda, ambientata nei pressi del Lago di Garda, è raccontata in prima persona dal protagonista, che spesso si rivolge anche al lettore. È Ivan, detto Modestino, il figlio del Pavarotti, un uomo grasso e col barbone, come il grande tenore, a modo suo affettuoso, che però non ne ha combinata una buona, entrando e uscendo di galera.

“A quarant’anni passati non era capace di fare niente, ma proprio niente!”.
Tranne il contrabbandiere.

La voce narrante sconfina oltre i margini e continua a precisare e puntualizzare anche nelle note a piè di pagina: è un espediente molto interessante perché consente ai giovani lettori di familiarizzare con un’impostazione tipica dei saggi, ottenendo approfondimenti e digressioni anche molto interessanti, da King Kong al Tirannosaurus rex, fino al gigante Golia, senza perdere il contatto narrativo con il protagonista.

I personaggi sono autentici: Ivan, soprattutto, che a dodici anni mostra le contraddizioni della sua età, divisa tra la voglia di autonomia e il bisogno di rassicurazioni e tenerezza.

“Ma la carezza alla sera me la dava soltanto lui, quando credeva che dormissi. Entrava in camera piano piano, e io lo sentivo perché non dormivo mai: fingevo soltanto, perché aspettavo quella carezza, che era come un segreto tra me e lui”.

Anche il linguaggio contribuisce a tratteggiare i personaggi. Modestino, ad esempio, parla esattamente come tutti i ragazzini della sua età, che nella foga di raccontarsi spesso preferiscono il presente o l’imperfetto al congiuntivo: “Quanto a Caramellino, l’avevo invitato solo perché era mio amico. Ma era meglio se non lo invitavo”.

In mezzo alla storia ci sono un nonno brontolone, gli amici del cuore, la zia Lisetta e la sua amica Carmen, ormai sfiorita, ancora bella anche se con i denti brutti e trascurati.

Su tutto domina l’assenza della mamma: la sua storia non è detta, ma solo immaginata, supposta, indovinata fra le righe di lettere anonime tutte da decifrare.

Il finale a sorpresa è risarcitorio: rimette le cose a posto, dà nuove possibilità, cambia i destini, apre le porte alla storia nuova.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...