“Le pecore filosofe”. Pensare insieme per pensare meglio

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Ci sono le pecore che seguono il gregge rinunciando al pensiero critico per uniformarsi alla massa e le pecore nere che si differenziano per scelte controcorrente, originali, oltre gli schemi. E poi ci sono le pecore filosofe, che stanno insieme per pensare meglio, per confrontarsi, per farsi domande e cercare risposte.

Così, se la filosofia punta da sempre alla verità, per disvelare le apparenze e smantellare l’ovvio, le pecore che filosofeggiano accompagnano il lettore alla riflessione, in modo giocoso, senza rinunciare al rigore scientifico.

Hanno un curriculum di tutto rispetto le autrici di questo albo illustrato, Maria Luisa Petruccelli e Irene Merlini, entrambe consulenti filosofiche, con competenze specifiche nella Philosophy for children, che propone il dialogo filosofico ai bambini e ai ragazzi come via per stimolare il pensiero e le capacità di connessione e approfondimento.

Non rischia mai di essere didascalico Le pecore filosofe, nonostante l’abbondanza di testo che riempie le pagine impreziosite dalle illustrazioni di Silvia Settepanella.

L’espediente narrativo di raccontare le conversazioni ovine, nel pieno del gioco a nascondino, conferisce leggerezza e rende il contesto più familiare ai piccoli lettori, facendo scattare il meccanismo di identificazione-confronto.

È quello stesso meccanismo che attraversa i dialoghi tra le pecore filosofe: de Beauvoir e Sartre, Eraclito, Arendt, Socrate, Lévinas e il poeta Pessoa. Lontani nel tempo e nello spazio, questi grandi pensatori del passato si ritrovano, in forma belante, a discutere dell’identità, della ricerca di sé, della necessità di scegliere sempre, di essere plurali, in un incessante divenire.

È l’autrice del libro-manifesto Quando tutte le donne del mondo, sempre nelle sembianze ovine, a dire, per esempio: “Sono questi attimi che vivo a farmi conoscere e a farmi scoprire sempre un po’ uguale e un po’ diversa”. E ancora con fare belante, Arendt ribadisce che non esiste la pecora, ma esistono le pecore, parafrasando un aforisma dell’omonima filosofa di origini ebraiche, autrice fra gli altri del famosissimo libro La banalità del male: “Per la conferma della mia identità io dipendo interamente dagli altri”.

Questa e altre citazioni sono riportate nella parte finale del libro: cinque tavole che presentano le protagoniste del racconto. Per ciascuna pecora filosofa sono riportati il periodo e il luogo di provenienza e una frase rappresentativa del suo pensiero.

Accanto alla pecora illustrata è fotografato, racchiuso in una cornice, un pupazzo con le stesse sembianze, realizzato con lana e paste sintetiche. Sono creazioni artigianali della co-autrice Petruccelli, come è spiegato nel sito www.lepecorefilosofe.com

Coraggiosa e ammirevole la scelta della casa editrice Esperidi di Monteroni di Lecce, nata nella primavera del 2009 dalla passione di due archeologi, Roberta Marra e Claudio Martino, convinti che il mondo si possa migliorare anche attraverso buoni libri e buone storie.

La differenza tra i libri commerciali e i libri che fanno riflettere è la stessa che corre tra il pensiero omologato e il pensiero critico.

E da dove cominciare a scalfire luoghi comuni e stereotipi, se non dal tentativo di superare la concezione del gregge solo nel suo aspetto negativo?

Il gruppo non è sempre sinonimo di anonimato e spersonalizzazione.

Insieme si cresce, si sbaglia, si diventa una cosa e pure un’altra, rinnovandosi di continuo.

Ed Eraclito docet: “Il sole è nuovo ogni giorno”.

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