“Io sono un cavallo”. Il mondo oltre gli schemi

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I pedagogisti lo chiamano pensiero divergente: è uno sguardo plurale sul mondo, capace di andare oltre le norme rigide per cogliere le tante alternative che offre la realtà. Gianni Rodari parlava della fantastica da contrapporre alla logica, un omaggio allo sguardo-bambino che sa scomporre e declinare il mondo in tante soluzioni imprevedibili.

Per Bernard Friot, insegnante e scrittore francese, tra i più originali autori per ragazzi, e Gek Tessaro, autore dalle mille risorse, più volte Premio Andersen, che si muove tra letteratura per l’infanzia (e non solo), illustrazione e teatro, il potere magico della fantasia arriva sotto forma di un cammello che pensa di essere un cavallo.

Io sono un cavallo, edizioni Il castoro, è un albo che con leggerezza e passione canta alla vita, fuori dagli schemi, lontano dalle regole, distante anni luce da ogni costrizione, per celebrare le identità plurime e la felicità di dirsi come si è, al di là dei ruoli socialmente condivisi e accettati.

Un cammello, stanco di ripetere insieme al leone il solito numero all’interno del circo, se ne va con l’idea di cambiare vita. Incontra un semaforo blu, e gli pare un buon segno. S’imbatte in un annuncio del Comune che cerca una guardia e un cavallo, per un impiego all’ufficio Parchi e Giardini. S’improvvisa quadrupede senza gobbe, va nelle stalle e aspetta che arrivi la sua guardia. Sotto la visiera dell’agente in divisa, però, si nasconde una bella signora, che ha bisogno di un lavoro e se ne infischia se quella del vigile è da sempre considerata una professione al maschile.

Senza svelare altro, per non rovinare la sorpresa anche ai lettori adulti, che in questo albo troveranno un balsamo contro ritmi e imposizioni del vivere quotidiano, è doveroso sottolineare l’armonia fra testi e immagini a tutta pagina. Le illustrazioni di Tessaro, piene di colori, paesaggi sullo sfondo e personaggi in primo piano, amplificano la parola e completano il racconto.

Firufì consiglia anche la lettura di Un altro me di Bernard Friot, pubblicato da Topipittori nella collana “Gli anni in tasca”, che nel 2010 ha vinto il Premio Andersen come miglior collana narrativa. Come è noto, la collana che prende il nome dal titolo di un film di Truffaut, propone una raccolta di narrazioni autobiografiche: gli scrittori per bambini e ragazzi raccontano la loro infanzia e l’età dell’adolescenza. Si resterà sorpresi nello scoprire che l’abilità di Friot di capovolgere il mondo e di guardare a rovescio derivi da una grande fatica, raccontata con la voce narrante di un sé poco più che quindicenne. È il ragazzo, futuro scrittore, che vorrebbe rispettare le regole, ma non sa indovinarle: vorrebbe trovare il suo posto nel mondo, ma non sa dove stare.

È soprattutto la conferma che si diventa davvero grandi soltanto quando si è capaci di infrangere e sparigliare schemi e modelli alla maniera dei bambini.

Firufì consiglia di abbinare la lettura di Io sono un cavallo all’ascolto di questa canzone:

 

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