Fiabe in Rosso. Contro la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere

mignolina

Mignolina illustrata da Roberta Rossetti

Gli stereotipi di genere si possono combattere anche immaginando un finale diverso per le protagoniste femminili di alcune tra le più celebri fiabe della tradizione: Mignolina, Biancaneve, Raperonzolo, Cappuccetto rosso, Rosaspina, tutte in grado di vivere felici e contente anche senza il matrimonio da favola, o l’eroe che viene a salvarle da qualche pericolo.

Sono in grado di autodeterminarsi, di scegliere da sé il proprio destino, di ribellarsi ad eventuali violenze, perché sanno che la condizione di moglie e di madre non è l’unica possibile e che l’amore malato va allontanato, senza sentirsi in colpa per aver tradito un ruolo sociale imposto.

Fiabe-in-rosso-copertina-717x1024È questo il senso di Fiabe in Rosso, scritto da Lorenzo Naia e illustrato da Roberta Rossetti per VerbaVolant edizioni, uscito lo scorso 25 novembre, nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

D’altra parte l’autore, che ha studiato psicologia e comunicazione e oggi coordina un centro educativo per bambini e ragazzi, ha fatto per molti anni la tata maschio, ispirandosi al film Mrs Doubtfire.

latatamaschio.it è anche l’indirizzo del suo blog, che è un po’ magazine, un po’ diario, un po’ community, come lui stesso precisa.

Rosso è il colore dell’amore, del coraggio e dello scontro associati alla sfera maschile, come Marte, il Pianeta rosso, Dio della Guerra. Ma rosso è anche il colore del sangue.

Così nelle illustrazioni, che smantellano l’immagine classica dei personaggi fiabeschi, compare sempre qualche dettaglio vermiglio, così come appaiono articoli di stampa e font giornalistici, giustapposti con la tecnica del collage, per sottolineare il richiamo all’attualità.

scarpe rosseIl libro, consigliato a partire dai 5 anni di età, rende omaggio e cita Zapatos rojos, che in spagnolo vuol dire “Scarpe rosse”,  l’opera pubblica e partecipata di Elena Chauvet, l’artista che ha voluto così denunciare l’uccisione di centinaia di donne a Ciudad Juarez, in Messico, dove è stato utilizzato per la prima volta il termine “femminicidio”.

Un libro per tutti.

Sabato 5 dicembre 2015 verrà presentato a Roma a Più Libri Più Liberi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...