“La Strategia del Colibrì” degli Yo Yo Mundi, raccolta di canzoni equo solidali

Le fiabe della tradizione, tra mille pregi e bellezze senza tempo, conservano un solo difetto: la morale in chiusura che non lascia spazio all’immaginazione del lettore, e snocciola per filo e per segno la lezione da imparare.

Non si sottrae a questa caduta didascalica anche l’antica fiaba africana che racconta dell’incendio di tutti gli incendi scoppiato un giorno nella foresta. Così, mentre tutti gli abitanti scappano – leone compreso -, ecco un minuscolo colibrì sfidare le fiamme con una goccia d’acqua nel becco. E quando il leone gli chiede cosa pensa di fare, la sua risposta è disarmante: «Forse non riuscirò a spegnere il fuoco, ma faccio la mia parte».

Resta fedele alla storia, ma non cede a nessuna tentazione moraleggiante, “La strategia del Colibrì”, raccolta di canzoni equo solidali degli Yo Yo Mundi.

Questo album s’inserisce nell’ambito di un percorso più ampio denominato “Strategia del Colibrì – Scuola del Consumo Consapevole”, progetto finanziato dalla Regione Piemonte, ideato e realizzato dal Laboratorio Zeroincondotta, per il Consumo Consapevole e il Commercio Equo Solidale del Liceo ClassicoCesare Balbo” di Casale Monferrato.

Ad aprire il disco l’inedita “Colibrì song”, tanto divertente e giocosa che fa venir voglia di ballarci dentro, non soltanto per le sonorità allegre e incalzanti, ma anche per il testo che – con abili incastri di rime interne e un sapiente uso della metafora – ci racconta di una «virgola volante nel cielo della storia […], figlio dell’anima di uno stambecco, [che] vaghi minuscolo nella pupilla, con quella lacrima nel becco non spegni il cucciolo di una scintilla». La canzone, dai toni fiabeschi e talvolta surreali, arriva a scomodare «gli animali di ogni regno e dove, anche quelli dei marziani» e «il leone che non sbrana lo schermo», con un chiaro riferimento alla Metro Goldwyn Mayer, ancorando in questo modo la favola al nostro tempo. L’ottimismo torna, come il volo incontro al futuro, quando il Colibrì sceglie queste parole per presentarsi: «Sono parentesi aperta nel cuore di ogni racconto, il battito veloce che in questo mondo non ha confronto/sono la goccia d’acqua che scava la coscienza, faccio la mia parte con metodo e pazienza».

Ti sembra di vederla quella virgola con le ali, quella parentesi che si apre al nuovo e all’altrimenti possibile, senza appesantimenti e pedanterie, ma con il frullo d’ali e la caduta in picchiata verso il fiume, per raccogliere la goccia d’acqua, lontano da gesti eroici. Un’immagine di determinazione e fierezza che magistralmente ha saputo rappresentare Ivano A. Antonazzo, autore della grafica e di questa clip:

Le atmosfere favolistiche riecheggiano in un altro brano inedito degli Yo Yo Mundi che già dal titolo, “Fiorillastrocca”, promette viaggi in musica nel magico mondo floreale, dove prendono forma personaggi curiosi – come ranuncolo e pimpinella – e capita d’imbattersi in “felce e mirtillo”, che strappano un sorriso mentre la nenia sta per terminare.

Ci sono altre tracce che, a diverso titolo, raccontano di un modo diverso di vivere, più lento, più consapevole, più giusto,  a misura d’uomo e delle generazioni che saranno: ad esempio, “Dove vola l’avvoltoio“, celebre brano di Italo Calvino e Sergio Liberovici, cavallo di battaglia “live” degli Yoyo, registrata appositamente per questo album.

La “Ballata del sogno” è la versione strumentale del brano “La ballata del tempo del sogno” pubblicata in Munfrậ. Segue “Vigin” – che racconta gli albori del ciclismo italiano, nella storia di Luigi Marchisio, che vinse il Giro d’Italia nel 1930, a soli 21 anni, e poi si ritirò per dedicarsi alla progettazione e alla vendita di biciclette.

Inedita è anche la rielaborazione di “Ho visto cose” (brano di “Album Rosso”), interpretato dalla giovanissima cantante Maide Garlando (ex allieva del liceo classico “Balbo”).

Il cd ripropone alcuni brani che erano stati pubblicati solo su complilation: “Girotondo” (di Fabrizio De André), con la partecipazione di Teresa De Sio; “Tre Barchette di Carta” e “Pacifica”.

I temi fiabeschi si ritrovano ancora nei brani tratti della colonna sonora della favola “Il Bacicalupo Innamorato” (di Marco Castelnuovo, edita per i tipi di E.I.G.): “L’albero genealogico dell’esistenza”, “Invasione di tenerezza”, “Non si mai”.

A chiudere il lavoro, “La solitudine dell’ape – Coda d’ape” – nella versione di “Album Rosso” -, con la partecipazione di Alessio Lega, coautore del brano.

Nel libretto accluso al cd, ogni brano è accompagnato da un testo di Fabrizio Meni, docente del Liceo Classico Balbo, anima e coordinatore del progetto, e dai disegni degli studenti.

Proprio in virtù di questa collaborazione, alcuni alunni hanno preso parte coralmente anche a “Colibrì Song”.

Questo album, distribuito nelle Botteghe Equo solidali di “Equazione” – partner del progetto -, contribuirà a finanziare una scuola primaria “Kamujwa”, attraverso l’organizzazione “Meru Herbs” Onlus Italia di Cuneo.

Una goccia d’acqua che farà la sua parte.

Con metodo e pazienza.

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