Firufìlrouge/Letteratura senza censure

 «Sono convinta che nei libri per bambini, come in quelli per gli adulti, non ci debbano essere censure. Che si possa e si debba parlare di tutto quello che interessa realmente i giovani lettori o che fa parte della loro esperienza. Sono anche convinta che non esistono argomenti ‘troppo difficili’. Ai bambini si può spiegare qualsiasi cosa, a due condizioni. La prima è che loro siano realmente interessanti all’argomento […] La seconda è la necessità che l’adulto che spiega una cosa l’abbia capita molto bene lui stesso, e sia capace di trovare parole, esempi, somiglianze, comprensibili al bambino»

(Bianca Pitzorno, Storia delle mie storie, Pratiche, 1995, p. 138)

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