Si lavora sul web, con intrecci e collaborazione nazionali
Casa Editrice Mammeonline, storie che scrivono storie
È foggiana la casa editrice specializzata in libri per bambini e ragazzi,
ma anche in saggi e approfondimenti
Stop agli argomenti tabù: negli ultimi anni, anche in Italia, la letteratura per l’infanzia ha imparato ad affrontare temi difficili, talvolta scomodi, senza censure. È finito il tempo del libro ‘buono e bello’ che serviva a educare i bambini, costruendo personaggi perfetti, ma irreali. Mondi di carta, giardini felici, in cui il giovane lettore non si riconosceva: troppa la distanza dalla vita di ogni giorno, fatta di gioie, ma anche di dolori, contraddizioni, paure. Talvolta di orrori, cose indicibili che bisogna invece trovare il coraggio di dire, di raccontare. Perché non si trasformino in fantasmi.
Un esempio di grande coraggio e responsabilità, in questo senso, arriva dalla Casa Editrice Mammeonline, piccola realtà, in rapida crescita, nata a Foggia nel 2003, su iniziativa di Donatella Caione, 49 anni, mamma di due ragazzi, laureata in scienze politiche, ex informatico, con la passione per la rete, la condivisione telematica, l’intreccio di conoscenze e di esperienze da raccontare sul web. Era nata così, nel 1998, la comunità virtuale di mammeonline, un sito per scambiarsi informazioni sul complicato mestiere di madre, con forum dedicati all’infertilità, alle adozioni, alla gravidanza, all’allattamento e alla cura dei figli. «Volevamo dare nuova forza alla saggezza sapienziale», spiega Donatella, sottolineando l’importanza di recuperare istinto ed empatia, per svolgere il ruolo di genitore. «Oggi l’iperspecializzazione di alcune riviste e dei manuali pronti all’uso scandisce compiti e mansioni in modo rigido, come se fosse tutto prestabilito».
La casa editrice viene creata proprio per finanziare i costi di gestione del sito, cui aderivano via via sempre più mamme, da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. Si è pensato così di mettere insieme competenze e abilità per realizzare prodotti editoriali, molto curati dal punto di vista artistico e letterario. La cosa sorprendente è che questi libri vengono immaginati, scritti, illustrati, pubblicati e distribuiti da gruppi di lavoro che spesso non arrivano mai a conoscersi personalmente. Da alcuni mesi è nato anche www.lascuoladellemamme.net, un altro portale – che affianca e promuove le attività della casa editrice – per raccontare la scuola vista dalle mamme, ma anche idee e impressioni delle mamme che tornano tra i banchi.
L’idea di fondo è sempre la stessa: recuperare l’autenticità dell’infanzia, in ogni sua forma, senza infantilismi e bamboleggiamenti. È l’infanzia da proteggere, ma anche quella da mettere in guardia dai mostri in carne e ossa. Così Alina e l’orco Ulrico, ultimissimo libro pubblicato dalla Casa Editrice Mammeonline, si occupa della pedofilia, attraverso una storia trattata con delicatezza e sensibilità, senza forzature o allarmismi. Scritto da Anna Baccelliere, 52 anni, insegnante di Grumo Appula, autrice di diversi libri per bambini e ragazzi; illustrato da Domenico Sicolo, disegnatore e fumettista barese. «È un libro che pubblico con un po’ di timore, per la paura di proporre un testo difficile – spiega l’editrice – ma sono sicura che certe realtà, anche se complicate, non vadano taciute, per mettere in guardia i nostri bambini; per proteggerli dai rischi del mondo e dagli orchi che, purtroppo, non esistono soltanto nelle fiabe. I piccoli devono sapere che possono raccontare anche i propri disagi a una persona di fiducia, che sia la mamma, oppure la maestra».
Sono libri che coniugano impegno etico ed estetico, con illustrazioni di altissima qualità e un’attenzione ai temi più vari. È il caso di Il palloncino di Minu, in uscita agli inizi di maggio, in collaborazione con l’Aid, Associazione Italiana Dislessia, di Foggia. Si tratta di due racconti, scritti e illustrati da Federica Dubbini, giovane artista genovese, che si occupa di teatro, musica, danza, fotografia. Alcuni accorgimenti tipografici lo rendono adatto anche ai bambini che hanno difficoltà di lettura. Vengono utilizzati, infatti, dei caratteri senza grazie, cioè senza allungamenti alla fine delle lettere, il testo non è allineato a destra e i paragrafi sono più distanziati.
Ma a cercare nel variegato catalogo della casa editrice Mammeonline – che nei quasi quaranta titoli, comprende anche saggi e approfondimenti su adozioni, salute, infertilità e pediatria – si trovano altri libri che, a vario titolo, si occupano dei disturbi dell’apprendimento. Ad esempio, Abracadabra Lucertolina di Cristiana Zucca, con le illustrazioni di Adele Zuccoli, affronta i temi della dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia. All’interno anche un opuscolo informativo per genitori e insegnanti.
La casa editrice foggiana appoggia spesso progetti promossi da realtà del volontariato per sensibilizzare su argomenti e problemi poco conosciuti. Così Il bambino dell’anello, realizzato su richiesta dell’associazione Ring 14, è dedicato ai piccoli colpiti da una rarissima anomalia genetica: il cromosoma 14 ha una strana forma ad anello, che provoca problemi motori, di digestione, di respirazione. Questa fiaba, scritta da Annamaria Giustardi, con le illustrazioni di Livia Saetti e dei bambini della scuola Renzo Pezzani di Reggio Emilia, contiene spiegazioni sulla sindrome e sulle attività dell’associazione. Il libro si mantiene in equilibrio tra la piacevolezza della narrazione favolistica e la necessità di informare, anche con il corredo di strumenti e progetti didattici già sperimentati, che potranno essere utilizzati da altri insegnanti. Interamente bilingue, con traduzione a fronte in inglese, disponibile anche in versione audiolibro, il testo si presta alla distribuzione internazionale, per accendere i riflettori su l’unica associazione al mondo che si occupa di questa patologia.
Ma gli intrecci di mammeonline sono tanti e tanto vari che da soli raccontano una favola; una favola che mette le ali, come quella narrata nel coloratissimo albo illustrato Il volo di Giorgia di Laura Novello, illustrato da Matteo Gaule. Il libro è realizzato in collaborazione con Mitocon Onlus, l’associazione che promuove la conoscenza delle malattie mitocondriali, che provocano – soprattutto nella prima infanzia e nella preadolescenza – la degenerazione degli organi colpiti da difetto genetico.
«Un po’ di tempo fa, una mamma regalò una fiaba bella a un’altra mamma, che rispose con gioia – Grazie! Alla mia bimba piacerà». La piccola si chiamava Giorgia, era affetta da questa patologia, e amava ascoltare le avventure di questa bambina di carta, che aveva il suo stesso nome; che viveva in una casetta ai margini di una grande città. E che un giorno volò su una nuvoletta, incontrò un’aquila bianca che le lasciò un messaggio di pace per tutti gli uomini; incontrò uno stormo di anatre starnazzanti che volavano insieme per proteggersi dal vento; incontrò una betulla gentile che l’accolse in braccio ai suoi rami, quando Giorgia cadde dalla nuvoletta; incontrò uno scoiattolo che la scortò in un campo di fragole e mirtilli; incontrò un Larice piangente, stanco della pioggia che bagna, del sole che scotta, della neve che gela e del vento che scuote. E con l’ottimismo dei bimbi lo convinse a cambiare il suo nome in Larice ridente.
E adesso che Giorgia è volata davvero su una nuvola bianca, La casa editrice Mammeonline e l’associazione Mitocon non smettono di fabbricare storie di speranza e di sogno. Come soltanto le fiabe sanno fare, nel mondo del meraviglioso. Dove tutto, ma proprio tutto, diventa possibile.
Info: www.editrice.mammeonline.net
ma.mu.
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La Biblioteca dei Ragazzi della Biblioteca Provinciale “La Magna Capitana”
vince il Premio Andersen, prestigioso riconoscimento internazionale
Una Biblioteca dei Ragazzi da… Oscar
Non si chiama Nina la responsabile della Biblioteca dei Ragazzi della Biblioteca Provinciale di Foggia, ma proprio come la bibliotecaria Nina, protagonista della filastrocca di Bruno Tognolini, Milena Tancredi «racconta […], consiglia/Per ogni ospite e per ogni gusto/Tiene da parte qualche meraviglia/sfila dal mazzo il libro giusto».
La vediamo, nella foto in alto a destra, proprio insieme a Tognolini (Premio speciale per la raccolta di versi Rime di Rabbia, Salani Editore, già vincitore dell’Andersen nel 2007) e al direttore della Biblioteca “La Magna Capitana”, Franco Mercurio, subito dopo la cerimonia del Premio Andersen – Il mondo dell’infanzia, trentesima edizione, svoltasi lo scorso 21 maggio a Genova.
L’ambito riconoscimento, considerato l’oscar del libro per piccoli lettori, è stato assegnato alla Biblioteca provinciale dei ragazzi di Foggia, nella sezione “Protagonisti della promozione della cultura e della lettura”, con una motivazione lusinghiera: «Per aver saputo rinnovarsi senza abdicare al suo ruolo di spazio di pubblica lettura, con aggiornamento continuo della dotazione libraria, scaffalatura aperta, idoneo spazio per i più piccoli; e per la capacità di allargare le iniziative e aumentare le occasioni di promozione: dall’animazione per bambini al supporto per l’aggiornamento di insegnanti e genitori».
Diretto e organizzato dalla rivista Andersen, il Premio è assegnato annualmente a collane, scrittori, illustratori ed editori, con un monitoraggio capillare delle produzioni italiane dell’anno precedente, dai zero anni sino alla fascia dei cosiddetti giovani adulti. La giuria è composta dalla redazione del periodico e dallo staff della storica Libreria dei Ragazzi di Milano.
Dal 2003 il Premio è stato esteso anche alle realtà pubbliche e private che promuovono la lettura: istituzioni, enti locali, associazioni e operatori culturali.
«Questo Premio ci inorgoglisce – spiega il Vicepresidente e assessore alle Politiche Culturali Billa Consiglio –, perché l’Amministrazione Provinciale, sin dal suo insediamento, per espresso volere del Presidente Antonio Pepe, punta moltissimo sulle nuove generazioni, offrendo una rete di servizi e di proposte per nutrire la loro fantasia, per arricchire il loro immaginario. In questa direzione – conclude l’assessore Consiglio – la Biblioteca Provinciale svolge un ruolo insostituibile, perché chi viene contagiato dal virus della lettura, fin dalla più tenera età, sarà certamente un adulto migliore, capace – per dirla con Rodari – di mescolare logica e fantastica, per reinventarsi la realtà in forme sempre nuove, superando ostacoli e difficoltà».
Soddisfatto anche il Direttore della Biblioteca Franco Mercurio, che ha partecipato alla cerimonia di premiazione: «Ovviamente la Provincia di Foggia, attraverso le numerose e meritorie attività della sua Biblioteca dei Ragazzi, ottiene il giusto tributo, su un palcoscenico nazionale, per il lavoro quotidiano svolto in favore della crescita dei ragazzi della Capitanata e per il loro arricchimento culturale che passa attraverso i tanti mondi che i libri custodiscono».
«Ritirare il Premio Andersen nella splendida cornice del museo Luzzati – dice Milena Tancredi – è stata una grande emozione; essere riconosciuti tra i servizi bibliotecari per ragazzi, più attivi in Italia nella promozione della lettura del 2011, ripaga l’intero staff dell’energia e dell’entusiasmo che negli anni abbiamo profuso in attività di promozione, attivando azioni di ogni tipo per investire in un futuro di avventure, libri e letture» prosegue la responsabile della Biblioteca dei Ragazzi. «Questo premio sarà per noi uno stimolo per continuare ad assicurare agli utenti di Foggia e provincia occasioni di incontro con il libro e con la lettura in un luogo di crescita e di socializzazione, dove – dicono gli utenti – è bello stare insieme».
La scrittrice Olga Visentini, scomparsa nel 1961, studiosa di letteratura per l’infanzia, sosteneva: «La leggenda può servire alla storia e la fiaba alla vita: ma storia e vita non sono poi l’una continuazione dell’altra?».
Nelle biblioteche, come tra gli scaffali delle librerie, si trovano storie, fiabe, nuovi compagni di viaggio. E spesso anche vite nuove che aiutano a crescere.
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Dagli incontri con gli autori, ai laboratori, dalle notti in sacco a pelo al Premio Diomedea,
con una giuria composta soltanto da bambini
Le attività della Biblioteca dei Ragazzi
Numerose le attività che ogni giorno la Biblioteca dei ragazzi svolge con passione e dedizione, da quelle ordinarie, come il prestito bibliotecario per i piccoli utenti, alle attività straordinarie, che coinvolgono scuole, università, associazioni: incontri con gli autori, tra cui molti vincitori dell’Andersen (Gek Tessaro, Bruno Tognolini, Giusy Quarenghi, Luigi Garlando, Angela Nanetti e Andrea Valente, migliore autore completo dell’ultima edizione, soltanto per citarne alcuni). E poi, laboratori pop-up con il paper engeneer Missiroli, lo spazio del fare, giochi di ruolo, mostre, le notti in sacco a pelo con il raccontalibri Sergio Guastini. E ancora corsi di aggiornamento per docenti e genitori, ma anche il Premio Diomedea, giunto quest’anno alla X edizione, che vede una giuria composta da oltre settecento bambini delle scuole elementari di Foggia e provincia. Da pochi mesi, inoltre, è stato istituito un Centro Famiglia Counselling per gli utenti della Biblioteca dei Ragazzi, che si distingue per essere tra le prime biblioteche pubbliche ad offrire un servizio di supporto alla genitorialità. L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto nazionale “Nati per leggere”, che vede collaborare insieme pediatri e bibliotecari per promuovere la lettura ad alta voce con bimbi dai sei mesi ai sei anni.
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La parabola della cerignolana Carmen Gentile che, nel 1950,
firmò una favola di pace e giustizia che riscosse un discreto successo
La Repubblica Pinguinina
Parte da lontano l’attenzione che la nostra provincia ha dedicato alla letteratura per l’infanzia e abbraccia un lungo arco temporale, che va dagli anni Trenta ad oggi. In mezzo si colloca un nome tuttora sconosciuto, Carmen Gentile, segnalatomi dal collega Maurizio De Tullio.
La Gentile era nata a Cerignola, durante la prima guerra mondiale. Rimasta orfana del padre a 14 anni, conobbe privazioni e miseria, prima di trasferirsi a Napoli con la famiglia, laurearsi in legge – mantenendosi con piccoli lavori – e avviarsi alla carriera di avvocatura.
Nel 1950 pubblicò “La Repubblica Pinguinina”, edito in 30.000 copie dalla Cooperativa del libro popolare di Milano, che riscosse un discreto successo. Qualche tempo dopo diede alle stampe anche un romanzo che però ebbe minore fortuna.
“La Repubblica Pinguinina”, un testo scorrevole e bene illustrato da Ghezzi, fu per molti anni l’unico titolo italiano, insieme a “Pinocchio” di Collodi, ad essere ospitato nella Serie Verde della Collana Universale Economica, quella dedicata ai più piccoli.
Curato da Lucio Lombardo Radice, matematico e pedagogista, il volumetto risente delle vicende personali della scrittrice. La favola, infatti, si presta a più livelli di lettura: da un lato il racconto in prima persona di un viaggio nell’isola polare dei pinguini, dall’altro la metafora che maschera una storia di potere monarchico, con privilegi e vessazioni dei pinguinotti al servizio del re, guerre armate tra i nordicoli e i suddicoli, divisi da un muro invalicabile, vigilato dai pinguinieri armati.
Pino Boero e Carmine De Luca, nel manuale “La letteratura per l’infanzia” (edizioni Laterza, 2009) parlano di una trasfigurazione della storia di allora, che si richiama alla dittatura fascista e alla lotta di liberazione.
Poetica l’idea dei cugini Cortesini, che all’improvviso vengono separati dalla muraglia e trovano il modo di dialogare con dei palloncini colorati. Tragica l’immagine del «sangue dei pinguini [che] faceva rosso il ghiaccio».
Lieto fine assicurato, ma non banale, con la sospensione della guerra, la nascita della Repubblica e uno scambio di lettere tra un bambino dell’occidente e un pinguinino che chiede di raccontare a tutti la loro storia. Una storia di pace conquistata e di serenità.
ma.mu.
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L’analisi dello sviluppo infantile attraverso la ricerca etnografica in Capitanata,
a cura di Giuseppe Donatacci, appassionato studioso di folclore
Dalla ninna nanna alla conta
Un’indagine socio-antropologica sul percorso evolutivo nella prima infanzia, attraverso la raccolta e lo studio di ninnananne, filastrocche, indovinelli, modi di dire e conte. Ha un rigoroso carattere scientifico il recente saggio Dalla ninna nanna alla conta di Giuseppe Donatacci, foggiano, appassionato di folclore, teatro e danza popolare, che nel 2006 si è laureato in Scienze della Formazione Continua.
Gli studi universitari avranno certamente condizionato il viaggio compiuto dall’autore nella letteratura popolare dedicata ai più piccoli, in provincia di Foggia, al tempo delle società preindustriali. Le comparazioni etnografiche di grande fascino – che mettono a confronto nenie e cantilene di vari centri della Capitanata, dal Gargano al Subappennino – sono anticipate, infatti, dalle principali teorie psico-pedagogiche sullo sviluppo evolutivo del bambino. Si ripropongono, forse correndo il rischio di un’eccessiva pedanteria didascalica, i fondamenti in materia di Freud, Menanie Klein, Winnicot e Piajet.
Corredato da un ricco apparato di note, che attesta un ammirevole sforzo documentaristico, il libro non sempre riesce a coniugare elementi, registri e aspetti diversi della cultura popolare, diventando talvolta dispersivo. Dai riferimenti pedagogici a quelli mitologici, nel primo capitolo, il lettore potrebbe arrivare stanco all’interessante ricostruzione di temi e stilemi delle ninnananne in Capitanata, con la ripresa degli argomenti principali: il lupo che mangia la pecorella; la gallina che fa l’uovo, Sant’Anna e San Nicola, oppure la ricorrenza, nelle filastrocche, del cavallo, del gatto e del salto. Di poetica bellezza anche la ricostruzione dei vecchi giochi, dalla campana alla sega e il setaccio; dal girotondo alle conte.
Nel finale, assai preziosi risultano gli spunti di riflessione sulla cultura omologata e preconfezionata che le nuove società occidentali destinano all’infanzia, completamente privata dell’oralità e della ciclicità della cultura contadina.
ma.mu.




